Banco Bpm, domani l’assise dei soci: piani su Anima anche con il 45% del capitale

Nella relazione integrativa richiesta da Consob Banco Piazza Meda conferma il piano di distribuzione di 6 miliardi di euro di dividendi tra il 2024 e il 2027, anche senza il beneficio del Danish Compromise. L’istituto prevede di mantenere un Cet1 buffer del 3,8%, un livello che, sottolinea il consiglio di amministrazione, resta in linea con la mediana delle banche europe

La redazione

Banco BPM si prepara all’assemblea di domani con un nodo ancora irrisolto: la Banca Centrale Europea non ha ancora sciolto le riserve sul cosiddetto Danish Compromise, il regime che permetterebbe all’istituto di ridurre significativamente l’impatto patrimoniale dell’acquisizione di Anima. Senza il via libera dell’Eurotower, il Cet1 ratio scenderebbe in un’area compresa tra il 13% e il 13,5%, mentre con il Compromise l’indicatore di solidità patrimoniale resterebbe sopra il 15%.

L’incertezza sulla decisione della BCE è tale che, secondo quanto emerge dalla relazione integrativa richiesta da Consob, non è noto quando l’authority bancaria scioglierà il nodo. Il verdetto potrebbe arrivare anche oltre la chiusura del periodo di adesione all’OPA su Anima.

Nonostante l’incertezza, Piazza Meda ribadisce la strategicità dell’operazione: “Il buon esito dell’acquisizione di Anima presenta una forte rilevanza industriale e strategica e un elevato potenziale di creazione di valore per gli azionisti di Banco BPM presenti e futuri”, si legge nella relazione, che stima un contributo di 200 milioni di euro all’utile 2027 anche in assenza del Compromise.

Banco BPM conferma inoltre il piano di distribuzione di 6 miliardi di euro di dividendi tra il 2024 e il 2027, anche senza il beneficio del Danish Compromise. L’istituto prevede di mantenere un Cet1 buffer del 3,8%, un livello che, sottolinea il consiglio di amministrazione, resta in linea con la mediana delle banche europee.

Sul fronte della gestione patrimoniale, il piano prevede operazioni di cartolarizzazione sintetica e ottimizzazione delle partecipazioni, che contribuiranno rispettivamente con 48 e 10 punti base alla solidità del capitale. In caso di mancata concessione del Compromise, Banco BPM rinuncerebbe alla distribuzione di un miliardo aggiuntivo ai soci, guadagnando 159 punti base, mentre ulteriori ottimizzazioni degli asset ponderati per il rischio porterebbero altri 15-20 punti base.

Il consiglio di amministrazione dell’istituto apre anche a una revisione delle condizioni dell’OPA su Anima: pur avendo indicato il raggiungimento dei due terzi del capitale come soglia di efficacia, ora valuta la possibilità di scendere fino al 45% più un’azione, ritenendo che tale livello possa comunque garantire il successo strategico dell’operazione. Considerati gli impegni di adesione già sottoscritti, Banco BPM prevede di raggiungere almeno il 44,8% del capitale di Anima. L’assemblea di domani sarà dunque chiamata a deliberare sulle modifiche all’OPA e a fare i conti con un’incertezza regolatoria che potrebbe influenzare le strategie dell’istituto nei mesi a venire.

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