La spirale azzurra nei cieli del Nord Est: tutto quello che c’è da sapere, spiegato facile dall’astrofisica
Il fenomeno che ha incantato tra Veneto e Friuli Venezia Giulia riempiendo i social di scatti spiegato dalla professoressa Monica Lazzarin dell’Università di Padova. Le conseguenze visibili sulla Terra in corrispondenza di questi eventi e i possibili rischi ambientali

Una spirale azzurra nel cielo della notte di lunedì 24 marzo. L’ha vista mezzo Nord Est, tutti a ipotizzare cosa fosse, a cercare spiegazioni sul web, a riempire i social con gli scatti di quel fenomeno straordinario.
C'è chi è rimasto incantato per lo spettacolo nel cielo, chi l'ha definito inquietante. Tutti comunque a domandarsi cosa fosse stato.
Lo abbiamo chiesto a Monica Lazzarin, professore associato di Astrofisica del sistema solare al Dipartimento di Fisica e Astronomia all’Università di Padova. Il suo principale campo di ricerca è il sistema solare, in particolare comete e asteroidi, e lavora anche con l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, che di recente l’ha nominata responsabile della missione Ramses per studiare un asteroide che passerà molto vicino alla Terra nel 2029.

Professoressa Lazzarin, come si spiega quella spirale comparsa in cielo?
«Si tratta di un fenomeno verosimilmente dovuto agli scarichi di un razzo, probabilmente legato ai lanci dei satelliti Starlink di SpaceX. Un analogo fenomeno è stato osservato anche altre volte in diverse parti del mondo».
Dal punto di vista tecnico, perché si forma la spirale azzurra?
«Gli scarichi dei razzi si verificano a grandi altitudini, di solito a circa 100 chilometri sopra la superficie terrestre. Quando il razzo rilascia il combustibile non bruciato o i gas di scarico, questi possono formare scie visibili poiché il sole illumina le particelle ad altitudini elevate, creando effetti spettacolari come spirali di luce o altre forme».
Come mai proprio quella forma a spirale e di colore azzurro?
«La forma a spirale è dovuta al comportamento del razzo in orbita. Quando un razzo rilascia gas o carburante in alta atmosfera, questi possono espandersi simmetricamente e, se il razzo sta ruotando, il rilascio assume una forma a spirale. Il colore azzurro, invece, può derivare dalla composizione dei gas rilasciati e dal modo in cui la luce del sole li illumina. L’ozono presente in alta atmosfera, per esempio, può contribuire a tonalità azzurre o bluastre».

Ci sono rischi di inquinamento per la Terra legati a questi fenomeni?
«Il lancio di razzi nello spazio ha in generale un impatto ambientale come tutto quello che consuma combustibile. Infatti i razzi rilasciano gas di scarico nell’atmosfera, tra cui vapore acqueo, anidride carbonica, ossidi di azoto e fuliggine. Alcuni propellenti solidi possono anche rilasciare sostanze dannose come il cloro. Oltre all’impatto atmosferico, i lanci contribuiscono alla crescente quantità di detriti spaziali, che possono rappresentare un ostacolo per i satelliti e le missioni future. E proprio la gestione e l’eliminazione dei detriti spaziali sarà uno dei problemi maggiori in futuro».
Ci possono essere conseguenze visibili sulla Terra in corrispondenza di questi fenomeni?
«Ci possono essere dei fenomeni percepiti a Terra associati ai lanci spaziali. Parliamo ad esempio di disturbi alla ionosfera. Il lancio di un razzo, infatti, può alterare temporaneamente la ionosfera, lo strato atmosferico che riflette le onde radio. Questo potrebbe interferire con le comunicazioni radio e i sistemi Gps, raramente con la rete elettrica. Alcuni lanci, poi, generano onde elettromagnetiche che potrebbero disturbare apparecchiature elettroniche sensibili. Tuttavia l’effetto dovrebbe essere minimo e localizzato. Che si siano verificati blackout elettrici in alcune zone in concomitanza con il fenomeno della spirale azzurra ritengo sia solo una coincidenza».
Ci dobbiamo aspettare prossimamente fenomeni naturali visibili come eclissi o allineamenti di pianeti?
«Sabato 29 marzo è prevista una eclissi solare parziale. Sarà visibile in gran parte dell'Italia, escluse la Sicilia, la Calabria, la Basilicata e parte della Puglia. Sarà visibile anche in Veneto. A Padova, ad esempio, il fenomeno inizierà alle 10:41, raggiungerà il massimo alle 12:03, con una copertura del disco solare di circa il 10%, e terminerà alle 13:20. Il 17 aprile, invece, i pianeti Nettuno, Mercurio, Saturno e Venere saranno allineati nel cielo mattutino. Per vederli bene, soprattutto Nettuno, servirà un telescopio».
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