Bce dà parere negativo a Banco Bpm sul Danish Compromise
La concessione del Danish Compromise consentirebbe al Banco di distribuire un miliardo di euro in più nell'arco di piano ai soci e potrebbe rendere più onerosa l'ops lanciata da Unicredit

La Bce ha dato un parere negativo a Banco Bpm sulla richiesta della banca di applicare il cosiddetto Danish Compromise per l'opa su Anima. Non si tratterebbe di una decisione, che spetta all'Eba, ma - da quanto si apprende - il parere è già stata comunicato alla banca guidata da Giuseppe Castagna.
La questione sarà analizzata domani in un cda di Banco Bpm. Quella della Bce, viene sottolineato, è un parere che non chiude il procedimento relativo alla richiesta di concessione del Danish Compromise da parte dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna. La decisione finale spetterà infatti all'Eba.
Il Danish Compromise, quando accordato, consente a una banca di ridurre il consumo di capitale che l'acquisto di una partecipazione assorbe. La concessione del Danish Compromise consentirebbe al Banco di distribuire un miliardo di euro in più nell'arco di piano ai soci e potrebbe rendere più onerosa l'ops lanciata da Unicredit.
Banco Bpm è poi scivolato in Borsa per le indiscrezioni sul parere negativo della Bce all'utilizzo del cosiddetto danish compromise nell'opa su Anima. Il titolo cede il 6%. Anima retrocede invece dello 0,5% pressoché in linea con l'indice di Piazza Affari che in calo dello 0,67%.
Unicredit, che sul Banco Bpm ha lanciato a una volta una ops, è in ribasso dell'1,56%.
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