Il fondo Attestor si compra il luxory hotel Cristallo di Cortina, via a un restyling da 30 milioni

A cedere è la famiglia Gualandi che con le risorse finanziarie punta a rilevare e rilanciare altre tre strutture sempre nella Perla delle Dolomiti

Fabio Poloni

BELLUNO. Il fondo inglese Attestor si compra il luxory hotel Cristallo Marriott di Cortina e lo ristruttura con un progetto da 30 milioni di euro. A cedere il cento per cento della struttura è la famiglia Gualandi, che l’aveva rilevata una trentina d’anni fa e che con questa operazione non esce però di scena dal turismo della Perla delle Dolomiti, anzi: le risorse ricavate dalla cessione del Cristallo saranno reinvestite nell’acquisizione e rilancio di altre tre strutture alberghiere di Cortina, ovvero l’Hotel San Marco, il Concordia e una terza in fase di closing.

La cessione

Attestor Capital ha sede legale alle Isole Cayman ed è di proprietà dei finanzieri Jan-Christoph Peters (per il 70%) e Anke Christina Heydenreich (30%). Negli scorsi anni ha rilevato da Veneto Banca il capitale di Banca Intermobiliare, specializzata nel risparmio gestito e nel private banking. Gli investimenti nel turismo non sono una novità: Attestor ha già rilevato nel 2017 una struttura ricettiva di lusso sul lago di Como, l’ex Casta Diva Resort, oggi Mandarin Oriental. Le intenzioni di Attestor a Cortina sono ora quelle di investire circa 30 milioni di euro per un progetto di ampliamento e riqualificazione del Cristallo, che oggi dispone di 74 camere.

Un’operazione, questa, che conferma una chiara tendenza in atto: gli hotel del Nordest sono nel mirino degli stranieri, con più di 1,2 miliardi di euro di investimenti negli ultimi due anni (100 milioni nel primo trimestre 2021, 413 milioni nel 2020 e 718 milioni nel 2019). Cortina, con l’attrattiva ulteriore dei Mondiali di sci 2021 e delle Olimpiadi invernali del 2026, ora gioca un ruolo da protagonista.

Il progetto

È proprio con la prospettiva delle Olimpiadi che la famiglia bolognese Gualandi ha deciso di guardare con occhi diversi alle potenzialità di Cortina. Dall’azienda familiare Coswell, galassia dei beni di largo consumo che annovera marchi come Bionsen, L’Angelica e Fila, a fine anni Novanta i Gualandi hanno deciso di investire nell’hotellerie, rilevando e ristrutturando proprio il Cristallo di Cortina, portandolo poi nella catena Marriott. Ora hanno deciso di rilanciare e dare nuova vita a diverse strutture chiuse, in crisi o bisognose di ristrutturazione.

Da qui l’idea dei fratelli Andrea, Michele, Paola e Jacopo Gualandi di creare Enrosadira, progetto che «punta a replicare l’esperienza di successo del Cristallo recuperando almeno tre nuove strutture a Cortina con un’offerta in grado di coprire le diverse fasce di mercato, attraverso l’utilizzo di catene di primo piano nel segmento alberghiero», spiega la portavoce della famiglia. La cessione del Cristallo rappresenta, spiegano, un passo necessario per trovare le risorse economiche per questo nuovo capitolo imprenditoriale.

Il Cristallo fu aperto nel 1901
Il Cristallo fu aperto nel 1901

Le strutture

Sono tre, come detto, gli hotel che – al momento – Enrosadira punta a rilanciare: il San Marco, rilevato all’asta per circa cinque milioni di euro e che potrebbe essere brandizzato Design Hotels, altro marchio del gruppo Marriott; il Concordia Parc Hotel, che sarà rilevato solamente in gestione; infine una terza struttura, con il closing che sarebbe ormai imminente. Ma anche nel Cristallo rimarrà l’impronta della famiglia Gualandi: Michele rimarrà nel consiglio di amministrazione, e la continuità sarà garantita anche dalla direzione, che rimane affidata a Franco Lentini, oltre che dal mantenimento del personale.

Il commento

«Il progetto Enrosadira nasce dalla volontà di capitalizzare e replicare l’esperienza fatta in quasi 30 anni di proprietà dell’Hotel Cristallo e 20 di gestione passata dall’acquisto, alla ristrutturazione fino al rilancio della gestione - spiega la famiglia Gualandi - Dopo l’assegnazione dei Mondiali 2021 prima e delle Olimpiadi del 2026 dopo, abbiamo capito che avremmo potuto replicare quell’esperienza recuperando e rilanciando alcuni degli hotel chiusi da anni. Conosciamo molto approfonditamente il mercato locale, i grandi eventi sportivi rappresentano prospettive concrete per il futuro e c’erano davvero troppe le strutture chiuse da anni, fallite o all’asta.

Allo stesso tempo abbiamo compreso che anche il Cristallo necessitava di investimenti sostanziosi per garantire il top dell’offerta: un rinnovamento in termini di attrezzature e arredi e la necessità di ampliare il numero di camere. Questa per noi non è una vendita ma un investimento sul futuro dei nostri collaboratori, della comunità che ci ha accolto e che vogliamo far crescere anche grazie a scelte imprenditoriali come questa che abbiamo pensato per generare benessere su tutta Cortina d’Ampezzo».

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