Le Bcc Fvg sono in salute: raccolta globale di quasi 18 miliardi e oltre 92 mila soci
A Gorizia l’assemblea che riunisce gli 8 istituti del Friui Venezia Giulia. Capillare la presenza fisica di sportelli sul territorio, il 40% del totale

Negli ultimi 10 anni il Friuli Venezia Giulia ha perso un terzo dei suoi sportelli bancari. Erano 866 nel 2015, scesi a 555 a fine 2024. È del resto una tendenza nazionale. Però se nel 2015 il 18% di quegli sportelli era di una della Banche di credito cooperativo attive sul territorio, il dato è salito al 40% lo scorso anno (con un picco del 56% nell’Isontino). È la rappresentazione plastica dell’idea di “prossimità” al territorio – per usare le parole del direttore generale di Federcasse Sergio Gatti – del credito cooperativo, che sempre in Friuli Venezia Giulia segnala in lieve crescita il numero degli sportelli, in controtendenza rispetto ad un quadro che li vede sempre più rari: nel 2024 solo saliti a 247 rispetto ai 246 del 2023.
Sono alcuni dei dati più significativi tra quelli presentati ieri a Gorizia nel corso dell’assemblea ordinaria dell’Associazione regionale che sostiene le otto Bcc del Friuli Venezia Giulia: Zkb Trst Gorica, Bcc della Venezia Giulia, Primacassa, Banca 360, Cassa Rurale Fvg, Bcc Podenonese Monsile, Credifriuli e Banca di Udine.
La parte pubblica si è svolta in serata nell’elegante cornice di Palazzo Lantieri, quella più tecnica aveva precedentemente licenziato bilanci e relazioni annuali tutte contrassegnate da numeri positivi e dati in ascesa, spesso sostanziosa, a fotografare un sistema in salute.
Secondo la relazione illustrata dal presidente dell’associazione (e di Banca 360 Fvg) Luca Occhialini, l’utile lordo è salito nel 2024 del 25,48% rispetto all’anno precedente, toccando 196 milioni e 96 mila euro. La raccolta globale sfiora i 18 miliardi di euro (+8.38%), la raccolta diretta è poco sotto i 12 miliardi (+6,21%) e il patrimonio complessivo supera 1,45 miliardi (+11,43%). Ancora, in aumento addirittura del 76% il capitale sociale (9.127.811 euro), mentre il coefficiente di solidità patrimoniale è ampiamente oltre il 20%. Il tutto a servizio di una platea di circa 400 mila clienti, che possono contare su 1624 collaboratori delle Bcc (5 in più rispetto al 2023) e come detto su 247 sportelli in regione. In aumento, infine, anche i soci: nel 2024 erano 92.477 (+2,5%).

Sta anche in questi numeri la “diversità” delle banche di credito cooperativo, ha spiegato il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, interrogandosi sul concetto di etica nel settore bancario assieme il docente di Filosofia morale dell’Università di Udine Luca Grion.
«Parliamo di sviluppo responsabile, coesione sociale, stabilità al servizio di una prosperità condivisa», ha detto Gatti, ricordando ad esempio come secondo il rapporto Unioncamere dell’ottobre scorso le imprese clienti delle Bcc presentino valore e performance in media superiori a quelle cliente di altre banche se si parla di ambiente, sociale e governance, e snocciolando altri dati.
«Le Bcc erogano in Friuli Venezia Giulia il 44% dei crediti nel settore dell’agricoltura – ha spiegato -, ma il nostro sistema fa la sua parte anche sostenendo le imprese e dunque il lavoro, e concedendo il 95% dei suoi finanziamenti alle famiglie per i mutui, ovvero per la casa. Questo vuol dire contribuire all’idea di famiglia».
Tra gli ospiti dell’assemblea a Gorizia l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier, che si è complimentato con le Bcc perché «siete riusciti a mantenere un legame con il territorio, guardando al cliente come ad una parte di una comunità», e ha ribadito la necessità di non lasciare scoperte del servizio aree del territorio magari meno performanti dal punto di vista del mercato.
Ecco, questa è una delle criticità e delle sfide per il futuro: dalla necessità di non ridurre il numero e la “biodiversità” delle banche attuali (che sono di piccole, medie e grandi dimensioni) alla tutela delle differenze linguistiche, fino all’obiettivo del contenimento dei costi dei servizi informatici, arrivando magari ad una piattaforma unica del Credito cooperativo.
«Lo slogan “La mia banca è differente” ci ha dato nel tempo consapevolezza della nostra identità – ha osservato concludendo i lavori il presidente nazionale di Federcasse Augusto Dell’Erba -. Dobbiamo ricordarcelo sempre al nostro interno, non cedendo alla tentazione dell’omologazione».
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