Orcel carica la squadra: «UniCredit è nella fase dell’accelerazione»
Due lettere inviate agli azionisti dall’amministratore delegato e dal presidente Pier Carlo Padoan in vista dell’assemblea che deve deliberare l’aumento di capitale al servizio dell’Ops sul Banco
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La campagna tedesca per il controllo di Commerzbank, da affrontare anche con il nuovo governo che si formerà a breve, dopo le elezioni della scorsa domenica; il dialogo aperto con l’esecutivo italiano per provare a evitare la golden share sul dossier Banco Bpm; la posizione da definire in casa Generali, in vista dell’assemblea dell’8 maggio prossimo.
Sono tante le partite aperte in casa UniCredit e non coinvolgono solo aspetti finanziari, ma anche sociali e politici. Ed è per questa ragione che i top manager dell’istituto hanno scelto di chiamare a raccolta i soci con missive firmate rispettivamente dal chief executive officer, Andrea Orcel, e dal presidente, Pier Carlo Padoan.
Delle lettere si è saputo alla luce della documentazione presentata in vista dell’assemblea in programma il 27 marzo prossimo, chiamata a deliberare l’aumento di capitale al servizio dell’Ops su Banco Bpm, nonché ad approvare il bilancio 2024. «UniCredit sta offrendo l’esempio di leadership di cui l’Europa ha bisogno, puntando alla crescita strutturale del blocco continentale e mettendo fine ad anni di stagnazione economica», scrive Orcel. Con la chiara volontà di serrare i ranghi, il ceo rivendica di aver condotto fin qui una strategia vincente e fondata su una visione chiara. «Stiamo entrando nella seconda fase del piano UniCredit Unlocked: la fase di acceleration. Saranno la nostra presenza geografica strategica, il nostro mix di clienti e business, unito alle linee di difesa ineguagliabili e alla forza del nostro team, a consentirci di differenziarci ulteriormente dai nostri concorrenti».
Il top manager si sofferma poi sul lavoro di semplificazione e ottimizzazione condotto in questo periodo sull’organizzazione, i processi e le modalità operative, a indicare un cambio di passo deciso rispetto ai passati board. «Abbiamo potenziato la nostra efficienza e investito nelle nostre persone, nel digitale, nei dati, nelle fabbriche prodotto e nei canali per offrire ai nostri clienti soluzioni ancora più efficienti», scrive Orcel. Il quale sottolinea poi i risultati 2024, «tra i migliori della storia di UniCredit», con l’ultimo trimestre che segna il sedicesimo consecutivo di crescita redditizia.
In linea con il ruolo di presidente, Padoan nella missiva si sofferma prevalentemente sullo scenario, ricordando che «le nuvole sull’Europa e sul mondo non si sono ancora diradate e non possiamo sapere quando questo accadrà». Dato il contesto, spiega l’economista, le imprese hanno bisogno di dinamismo, innovazione e resilienza non solo per sopravvivere, ma anche per continuare a sostenere le comunità che fanno affidamento su di loro. UniCredit viene definita «la tipologia di banca di cui ha bisogno il nostro continente, come anche evidenziato dai rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta sullo stato della competitività europea e del mercato unico», sottolinea il presidente. Padoan sembra guardare alla partita tedesca quando segnala che, consolidando la presenza nei mercati europei serviti e capitalizzando sulla creazione di banche continentali, l’istituto può svolgere un ruolo cruciale nel «rendere l’Europa più competitiva, supportando al meglio le imprese e servendo in modo efficiente i clienti retail, affinché i loro risparmi vengano veicolati nell’economia».
Intanto questo venerdì si svolgerà l’assemblea di Banco Bpm chiamata a deliberare sull’aumento del prezzo dell’Opa volontaria su Anima da 6,2 a 7 euro per azione, considerato che la società del risparmio gestito quota in Borsa sopra i livelli dell’offerta attuale. Una mossa all’attacco, ma al contempo difensiva nei confronti di UniCredit, che a quel punto dovrà valutare attentamente il proprio piano verso l’istituto lombardo-veneto a fronte del maggiore esborso previsto dall’operazione per la conquista di Anima. —
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