UniCredit, Orcel accelera sulla crescita e chiarisce: “Banco Bpm solo se crea valore. Su Anima avevamo ragione”
“Avevamo ragione a considerare un’offerta su Banco BPM escludendo Anima, viste le incertezze che questo doveva comportare e che oggi vediamo. Tali offerte possono aumentare, mantenere o diminuire il valore di BPM e ci riserviamo di valutare una volta che l’operazione su Anima sarà conclusa”. Ha affermato l’ad dell’istituto in apertura dell’assemblea dei soci a Milano

Andrea Orcel non ha dubbi: la crescita organica di UniCredit è tutt’altro che finita. E se Banco BPM può rappresentare un’opportunità industriale e strategica, lo sarà solo “a condizioni rigorose, coerenti con il valore che ciascuna banca apporta”. Il numero uno del gruppo di Piazza Gae Aulenti, in apertura dell’assise dei soci a Milano, mette così i puntini sulle “i” sull’ops su Banco BPM, ma anche sulle notizie relative all’opa che Piazza Meda ha lanciato su Anima, lasciando intendere che l’ipotesi di aggregazione resta sul tavolo, ma subordinata alla chiusura della partita sul risparmio gestito e a un contesto di creazione di valore condiviso.
“Avevamo ragione a considerare un’offerta su Banco BPM escludendo Anima, viste le incertezze che questo doveva comportare e che oggi vediamo. Tali offerte possono aumentare, mantenere o diminuire il valore di BPM e ci riserviamo di valutare una volta che l’operazione su Anima sarà conclusa”, ha affermato Orcel, con un chiaro riferimento al parere di Bce sulla non applicabilità del Danish Compromise sull’operazione Bpm-Anima.
Nel frattempo, UniCredit corre per conto proprio. Il gruppo ha raggiunto un utile netto record da 9,7 miliardi, con una redditività del 13% e un CET1 al 21%, numeri che lo pongono “primo in Europa per efficienza, sia di capitale che operativa” dice Orcel. Il ritorno totale per gli azionisti dal 2021 ha toccato quota +750%, quasi quattro volte la media dei competitor europei, ha rivendicato Orcel. “Questo significa che chi avesse investito 100 euro a fine 2020 oggi si ritroverebbe con circa 850 euro in tasca”.
L’amministratore delegato sottolinea i progressi della trasformazione di UniCredit, passata “dalla coda alla testa del settore” e ora leader anche nella distribuzione di valore. "Abbiamo distribuito oltre 26 miliardi, il 65% in più rispetto all'obiettivo iniziale di 16 miliardi, e 1,5 volte la nostra capitalizzazione di partenza. Più di chiunque altro in Europa”. L’ambizione, ora, è confermare questo ritmo: 10 miliardi di utile entro il 2027, con 6,5 miliardi di capitale in eccesso da restituire al mercato.
“La nostra crescita organica profittevole senza pari può essere rafforzata da un’armonizzazione, ma solo se fatta a termini coerenti con il rispettivo apporto di valore delle due banche”, ha detto Orcel riferendosi a Banco BPM.
La strategia “federale” di UniCredit, che valorizza le specificità dei 14 mercati in cui opera, ha permesso di abbattere i costi (–400 milioni), reinvestendo 1,2 miliardi per rafforzare il gruppo, con un rapporto costi/ricavi sceso al 37,9%, “nettamente il più basso in Europa”.
Banco BPM, in questo scenario, potrebbe rappresentare un acceleratore. “Una possibile aggregazione consentirebbe di creare un numero due più forte in Italia, con una quota di mercato rafforzata nei segmenti core per noi, come PMI e clientela affluent e private”. La base clienti combinata supererebbe i 12 milioni e permetterebbe “ai clienti BPM di accedere alla scala di UniCredit, beneficiando di prodotti di punta, una rete rinnovata, investimenti in tecnologia, AI e consulenza omnicanale”.
Orcel rassicura sul fronte occupazionale e delle filiali: “Nel 2021 avevamo 18.000 dipendenti nella rete, oggi ne abbiamo ancora più di 18.000. Questa è la nostra filosofia”. E sottolinea che “non anticipiamo grosse razionalizzazioni”, ma l’operazione dovrà comunque avere “senso da un punto di vista di creazione di valore. Se no, torneremo al nostro piano base”.
Il prezzo proposto per BPM include un premio di almeno il 15% rispetto alla quotazione prima dell’annuncio su Anima, e secondo Orcel garantirebbe un ritorno sull’investimento superiore al 15% e rendimenti post-sinergie più alti del buyback.
“Abbiamo una possibile operazione con Banco BPM che, se fatta ai termini corretti, può aggiungere molto valore a tutti gli stakeholder. Se questo non fosse possibile non la perseguiremo e continueremo con il nostro scenario base, che rimane molto positivo, se non straordinario”, ha concluso Orcel.
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