Il Pil bellunese verso lo scatto, nel 2021 crescerà del 5,9%

Le previsioni di Prometeia e PwC in occasione del Top500: per la ripartenza serviranno riforme strutturali
Robotics engineer fitting sensors to traditional engineering lathe in robotics research facility
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BELLUNO. L’anno trascorso ha segnato in modo indelebile le imprese (e gli imprenditori). I dati sul 2020 hanno il segno meno. Per la provincia di Belluno, i dati elaborati da Prometeia e Ufficio Studi PwC stimano nel 2020 una contrazione del Pil pari al -8,9%, in linea col dato nazionale. Nel 2021, però, è prevista una ripresa più rapida (+5,9%), rispetto al Paese nel suo complesso (+4,8%).

Ciononostante, la situazione che abbiamo dovuto fronteggiare ha lasciato una serie di spunti per la ripresa. Già a maggio del 2020, poco dopo essere usciti dal primo lockdown, PwC ha dato il via ad un ciclo di incontri, poi approdato su Sky con 12 puntate intitolate “Italia2021”, al quale hanno partecipato 80 ospiti di cui 22 amministratori delegati di aziende, sei ministri, diversi giornalisti e rappresentanti del mondo associativo ed istituzionale.

Da queste riflessioni emerge chiaramente l’esigenza di fondare la ripartenza non su una serie di singole misure, ma su una visione complessiva, capace di definire gli obiettivi strategici del Paese di medio-lungo periodo ed avviare le riforme strutturali necessarie al loro raggiungimento, evitando gli errori commessi durante le crisi del 2008 e 2013, quando le risorse a disposizione vennero utilizzate soprattutto per la gestione dell’emergenza, senza investire in modo strutturale sul futuro.

La prima priorità di investimento è rappresentata dall’adozione e implementazione di nuove tecnologie. Su questo tema persiste un ritardo: secondo il Digital Economy and Society Index (Desi) della Commissione europea, l’Italia si posiziona al terz’ultimo posto in Europa per livello di digitalizzazione, con particolare criticità nell’area del capitale umano (dove occupiamo addirittura l’ultimo posto).

Occorrerà predisporre un piano di digitalizzazione per investire in progetti con alto moltiplicatore di Pil e occupazione. Azioni in tal senso contribuirebbero anche a un recupero dei livelli di produzione industriale: per la provincia di Belluno, le elaborazioni Prometeia-Ufficio Studi PwC stimano un calo del -13,3% (rispetto al -12,2% nazionale), con la previsione di un recupero del +7,8% nel 2021 (rispetto al +8,2% nazionale); in particolare, il comparto moda segnala grosse difficoltà, con una contrazione del fatturato del -19,4% nel 2020, a cui seguirà una nuova flessione del -4,6% nel 2021.

Un secondo punto prioritario per la ripartenza è rappresentato dagli investimenti in sostenibilità. Le grandi aziende hanno già adottato iniziative e strumenti legati alla sostenibilità in diversi ambiti della loro attività, come ha evidenziato un’analisi dell’Ufficio Studi PwC, condotta nel 2019 per l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà.

La pandemia ha accelerato ulteriormente questo trend per la scelta della Commissione europea di legare i fondi di Next Generation Eu alla transizione “green”. Alle imprese è richiesto allora un cambio di paradigma. La sostenibilità non deve essere percepita come un costo o un insieme di “standard” a cui adeguarsi ma come un’opportunità per aumentare la efficienza, sviluppare nuovi prodotti e servizi e differenziare l’offerta.

Altro tema trasversale emerso dagli eventi Italia 2021 è quello delle infrastrutture. Il piano Next Generation Eu rappresenta in questo caso l’occasione per recuperare il gap infrastrutturale e logistico che l’Italia soffre rispetto alle grandi economie europee. Il Logistic Performance Index della Banca Mondiale, infatti, posiziona l’Italia al 21° posto, dietro agli altri grandi Paesi europei per tutti i parametri considerati.

Le infrastrutture sono centrali anche per sostenere la capacità delle imprese di affacciarsi sui mercati esteri. La pandemia ha determinato una rapida e inaspettata contrazione degli scambi commerciali: i dati Prometeia-Ufficio Studi PwC stimano per la provincia di Belluno un calo dell’export addirittura del -25% (rispetto al -11,5% nazionale). Tuttavia, la capacità di competere in un mercato globalizzato rappresenterà una delle chiavi della ripartenza del Paese.

D’altronde, anche nella Provincia di Belluno, si prevede un marcato recupero delle esportazioni nel 2021 (+15%, rispetto al +7,1% nazionale). Le esportazioni da sole non saranno però sufficienti a sostenere la tenuta economica e sociale del Paese.

Il rilancio della domanda interna rappresenta un elemento fondamentale per salvaguardare i livelli di occupazione e di benessere. La risposta alla crisi non può allora prescindere da un prolungato supporto ai consumi delle famiglie, per i quali nella provincia di Belluno i dati Prometeia-Ufficio Studi PwC stimano nel 2020 una contrazione pari al -8,1% (rispetto al -11,1% nazionale), con un recupero del +3,4% nel 2021 (rispetto al +4,7% nazionale). In una prima fase il sostegno ai consumi è avvenuto in maniera generalizzata, ma già a maggio era evidente che un sistema di incentivi a pioggia non si sarebbe potuto protrarre sul lungo periodo.

L’investimento pubblico deve essere indirizzato selettivamente verso quei comparti capaci di generare un effetto moltiplicatore più alto sul Pil individuando i settori strategici per la ripartenza, prediligendo le filiere che abbiano prevalente impatto sulle produzioni “nazionali” rispetto a quelle a primario vantaggio sull’import. Interventi in tal senso permetterebbero una migliore salvaguardia dei livelli occupazionali.

Al momento, le elaborazioni Prometeia-Ufficio Studi PwC per la provincia di Belluno stimano nel 2020 un calo dell’occupazione pari al -9,0% (rispetto al -9,2% nazionale), con un parziale recupero del +3,7% nel 2021 (rispetto al +3,3% nazionale). Sono tuttavia necessarie misure più incisive, che premino le aziende che sapranno creare nuovi posti di lavoro.

Solo in questo modo si potrà compensare la profonda crisi di alcuni settori fondamentali nel tessuto economico della Provincia di Belluno, come il commercio e il turismo, per i quali le elaborazioni Prometeia-Ufficio Studi PwC hanno stimato un calo del fatturato nel 2020 rispettivamente del -9,7% e -40,2%. Riforme, progetti e priorità di investimento. Parole già sentite che devono essere interpretate e tradotte in un piano credibile, sostenibile, monitorabile. La sensazione che emerge dai tanti partecipanti al ciclo “Italia2021” è che questa può essere, finalmente, la volta buona. —

(a cura dell’Ufficio Studi di PwC)

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