Distillerie Bonollo, biogas dalle vinacce
Per l’azienda ricavi 2024 a 80 milioni. Focus sulla valorizzazione degli scarti derivanti dalla produzione di alcolici
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L’attenzione alla qualità del prodotto e l’investimento in innovazione tecnologica premiano le padovane Distillerie Umberto Bonollo, che mantengono un andamento positivo, registrando un fatturato 2024 in linea con quello del 2023 (80,35 milioni). Nel 2022 i ricavi consolidati si attestavano a 79 milioni, l’Ebitda a 10,7 mentre nel 2023 è stato di 10,9 milioni, con l’utile che nel 2023 è stato di 1,8 milioni contro i 2,6 registrati nel 2022.
Numeri che preludono a un 2025 visto di consolidamento: «Questo nuovo anno sarà un momento di evoluzione per noi – dichiara Elvio Bonollo, consigliere di amministrazione dell’azienda -. Sarà un anno di raccolta dei risultati degli investimenti fatti, di verifica dell’efficienza e dell’efficacia degli interventi messi in atto, di ottimizzazione dei processi e della valorizzazione dei mercati di sbocco».
Le origini delle Distillerie Bonollo risalgono al 1908, quando Giuseppe Bonollo, il capostipite, partì con gli alambicchi a vapore. Nel 1951 il figlio Umberto Bonollo decide di continuare l’attività del padre. Affiancato dai figli, sviluppa la propria attività tra gli anni ’50 e ’70. In questi anni, vengono aperte la distilleria di Mestrino e lo stabilimento di Conselve, dove ancora oggi prosegue l’attività di famiglia.
È negli anni ’90 che la leadership di Bonollo si consolida, tanto da far diventare l’azienda un punto di riferimento per l’intero settore: dopo aver osservato le tendenze del mercato e l’evoluzione del gusto dei consumatori, la famiglia Bonollo decide di dedicarsi alla creazione di una grappa adatta a soddisfare le esigenze dei consumatori più moderni.
Tutt’ora, Bonollo dedica a quest’ambito importanti investimenti in ricerca e sviluppo, nell’ottimizzazione della raccolta della vinaccia, nel controllo del processo di fermentazione. Realizza il Sistema Unico di Produzione Bonollo e, nel 1999, produce la prima grappa invecchiata in barrique, creando un nuovo segmento nel mercato dei distillati. Oggi l’azienda è arrivata alla quarta generazione.
«La capacità di coniugare l’esperienza e la tradizione con l’investimento di energie nell’innovazione è la chiave del nostro successo – prosegue Elvio Bonollo – Ispirata da sempre da principi come il riutilizzo delle risorse, Bonollo lavora per valorizzare i propri prodotti e ridurre al minimo l’impatto ambientale».
Esempio di questa attitudine è l’impianto di produzione di biometano realizzato da Bonollo in collaborazione con Italgas. A seguito di un investimento di 3 milioni di euro, l’azienda ha realizzato questo impianto che, partendo dai residui liquidi dei processi di distillazione e lavorazione della vinaccia, consente di ottenere metano di origine non fossile che, in termini di volumi, corrisponde ai consumi medi di circa tremila famiglie.
Il processo di lavorazione, inoltre, concretizza il concetto di economia circolare: le materie prime che giungono in distilleria, ottenute in cantina a seguito dalla produzione del vino, sono ricche di aromi da trasformare in distillati.
«In una logica di innovazione e valorizzazione dalla vinaccia, dopo la creazione di acquaviti di qualità, c'è ancora molto di utile da ottenere – spiega Bonollo -. La vinaccia una volta espresso il potenziale alcolico e aromatico, dopo l’ottenimento della grappa, viene impiegata per ricavare il tartrato di calcio di origine naturale, il sale utilizzato per ottenere l’acido tartarico. Una sostanza preziosa di origine naturale, utilizzata in enologia, nell’industria alimentare e nel settore farmaceutico. Ma non solo: la biomassa ottenuta dalla macinazione delle buccette d’uva essiccate viene destinata alla produzione dei mangimi animali».
Ma l’attenzione di Bonollo si concentra anche sul benessere organizzativo: «Siamo impegnati nel garantire la parità di genere e, su questo fronte, l’azienda sta per ottenere la certificazione. Le persone sono chiamate ad essere parte attiva per migliorare il proprio ruolo e la propria posizione in azienda. La motivazione è un elemento fondamentale per attrarre nuovi talenti ed evitare la perdita di risorse umane importanti. La dinamicità di Bonollo è determinata anche da una significativa presenza di giovani tra i nostri collaboratori: negli ultimi 15 anni l’età media si è abbassata e c’è un buon mix di esperienza e nuovi stimoli».
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