Icop, numeri record nel 2024: l’utile netto cresce del 267%

L’azienda friulana delle costruzioni, quotata in Borsa dal luglio 2024, ha fatto segnare un valore della produzione pari a 187,2 milioni. Il portafoglio ordini sfiora il miliardo. Petrucco: «La squadra ha saputo reggere il cambiamento»

Giorgia Pacino

Utile netto triplicato, balzo a tre cifre dell’Ebitda e un portafoglio ordini che si avvicina al miliardo di euro.

Dopo lo sbarco a Piazza Affari del luglio scorso e il raggiungimento di tutti gli obiettivi fissati al momento della quotazione, il 2024 si conferma un anno da incorniciare per Icop.

Ieri, mentre i vertici volavano negli Usa – dove a inizio anno si è completata l’acquisizione di Agh, realtà specializzata in soluzioni geotermiche avanzate – la società di ingegneria del sottosuolo di Basiliano ha comunicato numeri record. Chiudendo l’esercizio con un utile netto a quota 18 milioni di euro, in crescita del 267,3% .

Il bilancio 2024 della società presenta risultati operativi, economici e patrimoniali tutti in crescita, «frutto – si legge nella nota diffusa dall’azienda – di un assetto operativo maturo, una pipeline progetti ben diversificata e un’organizzazione in grado di sostenere volumi in aumento in modo efficiente e strutturato».

Lo scorso anno il valore della produzione si è attestato sui 187,2 milioni (+66,9%), con un incremento di 75 milioni rispetto all’esercizio precedente.

Diversi i cantieri gestiti in Italia e in Europa su progetti infrastrutturali strategici, dalle ferrovie ai porti.

Il 2024 ha segnato anche l’espansione in Francia e Germania, grazie alla nuova macchina “Evolute” per il microtunnelling.

Quest’ultimo si conferma il principale motore di redditività del gruppo: nell’anno appena concluso è valso il 47% del valore della produzione.

Le fondazioni speciali hanno contribuito per il 38% del totale.

Nel complesso, oltre l’88,7% della produzione è da ricondurre ad attività specialistiche nel sottosuolo.

La pipeline dell’azienda friulana resta comunque diversificata per settore, posizione geografica e committenza: a fine 2024 il portafoglio ordini di Icop risulta pari a 960 milioni di euro.

Nel confronto con il 2023 è cresciuto il margine operativo lordo, sia in termini assoluti con un incremento dell’Ebitda del 176,9% a 40,7 milioni di euro, sia in termini di marginalità, con un Ebitda margin del 21,75% contro il 13,1% del 2023.

Anche sul fronte patrimoniale Icop ha migliorato i numeri anno su anno.

La posizione finanziaria netta si è attestata a 12,2 milioni di euro, a fronte di un indebitamento di 20,9 milioni al 31 dicembre 2023.

Un risultato legato all’aumento di capitale deciso in vista della quotazione, ma che per l’azienda è anche frutto di un’equilibrata gestione finanziaria. Con il bilancio, il Cda ha approvato la distribuzione di un dividendo pari a 0,07 euro per azione.

Il 2024 si è chiuso con una Icop che si vede «pienamente proiettata in una nuova fascia dimensionale e strategica» e forte di «una piattaforma solida e credibile» per affrontare la nuova fase di crescita «anche su scala internazionale».

Per il 2025 Icop prevede una pipeline commerciale qualificata per oltre un miliardo di euro, sia in Italia – con focus su microtunnel, infrastrutture complesse e porti – sia sui mercati internazionali, in particolare in Germania, Francia, Scandinavia e Stati Uniti.

«La crescita che abbiamo registrato nel 2024 è stata resa possibile da una struttura che ha saputo reggere ritmi alti, gestire complessità operative molto diverse e adattarsi in tempo reale, senza mai perdere l’equilibrio», ha sottolineato l’amministratore delegato Piero Petrucco.

«Abbiamo aperto cantieri nuovi, affrontato mercati impegnativi, integrato nuove tecnologie e iniziato una trasformazione profonda anche nel nostro modo di lavorare insieme. Il passaggio a una dimensione sempre più internazionale ci pone sfide nuove, ma abbiamo una squadra che sa reggere il cambiamento senza snaturarsi». —

Riproduzione riservata © il Nord Est