Kering Eyewear cresce nel distretto bellunese con due acquisizioni

Firmato l’accordo: al gruppo con sede a Padova il 100% di Visard e l’ingresso in Mistral. L’Ad Vedovotto: «Confermiamo l’impegno a supportare il capitale umano nell’occhialeria»

Roberta Paolini

 

Se il lusso parla francese, la creatività, il saper fare continuano a esprimersi benissimo in italiano. Anche in questo senso va letta la decisione di Kering Eyewear di rafforzare il proprio presidio industriale in Italia e consolidare i legami con il distretto veneto dell’occhialeria, firmando un accordo per l’acquisizione di Visard e l’ingresso nel capitale di Mistral, due eccellenze manifatturiere con sede nel Bellunese.

L’operazione, annunciata oggi, prevede l’acquisizione del 100% del capitale di Visard, mentre per Mistral, già partner strategico di lunga data, Kering Eyewear entra come azionista di minoranza, riservandosi la possibilità di salire al controllo totale entro il 2030.

Fondate rispettivamente nel 1985 e nel 1991, Visard e Mistral rappresentano due pilastri dell’artigianato industriale italiano: la prima specializzata nella produzione di occhiali iniettato, la seconda rinomata per la lavorazione dell’acetato, con un approccio fortemente orientato all’innovazione tecnica e alla qualità sartoriale del prodotto. Visard impiega circa 75 dipendenti, Mistral oltre 120.

«Nel corso degli anni, Visard, Mistral e i loro rispettivi fondatori hanno contributo significativamente al successo di Kering Eyewear, fornendo alla nostra azienda qualità e competenza tecnica senza pari», ha spiegato Roberto Vedovotto, fondatore, presidente e Ceo di Kering Eyewear. «Siamo quindi grati e orgogliosi di dare il benvenuto a Visard in Kering Eyewear e lieti di collaborare più da vicino con Mistral per la prossima fase del suo sviluppo, confermando il nostro impegno a supportare l'eccezionale capitale umano del distretto di Belluno, rafforzandolo come centro dell'industria dell'occhialeria, investendo ulteriormente nell’innovazione e nell'eccellenza artigianale».

La chiusura della transazione, subordinata all’approvazione delle autorità Antitrust, è attesa per il terzo trimestre del 2025.

Con questa doppia mossa strategica, Kering Eyewear prosegue nel rafforzamento della propria filiera produttiva interna, ponendo un ulteriore tassello nel percorso di integrazione verticale avviato sin dalla sua fondazione, nel 2014. Il gruppo, che fa capo al colosso francese del lusso Kering, è oggi il leader globale dell’occhialeria high-end, con un portafoglio di 14 marchi, tra cui Gucci, Cartier, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga e Alexander McQueen, accanto ai brand di proprietà Lindberg, Maui Jim e Zeal Optics.

L’acquisizione di Visard e l’ingresso in Mistral rafforzano la capacità di Kering Eyewear di presidiare tutte le fasi del ciclo produttivo — dalla progettazione alla realizzazione fino alla distribuzione — puntando su una rete di competenze che ha nel distretto di Belluno il proprio baricentro strategico. Un investimento che, oltre a garantire solidità industriale, si traduce anche in un messaggio politico e simbolico: il lusso globale non può prescindere dal saper fare italiano.

Kering Eyewear ha iniziato la fase tre della sua crescita, con una strategia di acquisizioni. Ad esclusione di Manufacture Kering Eyewear inglobata a seguito dell’accordo con Richemont, annunciato nel 2017. Negli ultimi quatto anni, il gruppo si è sviluppata anche attraverso alcune operazioni straordinarie. Tra queste rientrano Lindberg e Maui Jim.

Quanto invece alla manifattura, il modello di business, fin dall’inizio, si è basato sull’outsourcing, facendo leva su collaborazioni strategiche con i migliori partner del mercato – per lo più italiani – ai quali viene affidata, in modo mirato, la produzione delle collezioni, garantendo così un livello di qualità e competenza tecnica ineguagliabili.

Ma anche nel mondo della manifattura si è proceduto ad alcune acquisizioni mirate, oltre a quelle annunciate oggi, vanno annoverate Trenti Industria Occhiali, Unt, e degli stabilimenti di Lindberg. Il gruppo nel 2024 ha sfiorato quota 1,6 miliardi di euro.

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