La logistica avanzata di Canova alla conquista degli Stati Uniti
Commesse oltreoceano per un big degli pneumatici. L’ad Raffaele Canderan: «I dazi non convengono neanche agli Usa»

Magazzini automatizzati, autoportanti, portapallet, scaffalature, rastrelliere e ogni sorta di contenitore. Li produce, a Maniago, l’azienda Canova che poi li esporta in mezzo mondo al “traino” di clienti globali, produttori di pneumatici in particolare.
Fondata 40 anni fa a San Quirino, l’impresa specializzata nella carpenteria metallica si è sposata nel 2013 a Maniago, in un sito produttivo di 50 mila metri quadrati, 20 mila dei quali coperti, dove oggi occupa una cinquantina di persone.
Dalla cittadina della pedemontana pordenonese, conosciuta in particolare per la produzione di coltelli, Canova esporta come detto in mezzo mondo soluzioni logistiche all’avanguardia. Dalle più semplici rastrelliere alle strutture autoportanti, passando per i contenitori realizzati, rigorosamente in metallo, acciaio su tutti, per contenere prodotti dei più svariati.
Qualche esempio? Dalla posta alla frutta fino alle conserve di pomodoro. «Ma la nostra specialità sono le strutture autoportanti – racconta il fondatore dell’impresa e amministratore delegato Raffaele Canderan –. Dove non arrivano le strutture tradizionali arriviamo noi. Una delle ultime l’abbiamo costruita in Slovenia: una grande cella frigo per un colosso del gelato che sta già pensando a costruirne una seconda».

Dall’alimentare al mondo degli pneumatici. Canova lavora da tempo infatti per il brand più “patinato” del settore che gli ha materialmente aperto il mercato oltreoceano. «Con loro abbiamo girato il mondo. Dall’Europa all’America. Abbiamo appena finito di consegnare 4 mila contenitori in Romania» fa sapere ancora l’ad che nonostante i risultati positivi ottenuti dall’azienda negli ultimi anni, guarda ora con qualche punto interrogativo ai mesi a venire.
Canova aveva traguardato il 2023 con quasi 20 milioni di ricavi e un Ebitda margin del 18,3%. «Il 2024 si è chiuso con ricavi in linea, ma con una marginalità inferiore» anticipa l’imprenditore in attesa dei dati di bilancio definitivi.
Il futuro prossimo? Impossibile fare previsioni, le variabili in campo alimentano un clima d’incertezza e consentono scarsa visibilità. Da un lato la frenata degli investimenti delle aziende, anche in magazzini, dopo l’accelerazione post Covid innescata dallo shortage dei componenti che aveva spinto molte società ad abbandonare l’approvvigionamento just in time per tornare alle scorte. Dall’altro i dazi imposti da Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio.
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Preoccupati? «Più che altro speriamo si trovi un equilibrio, perché i dazi non convengono a noi, ma nemmeno agli americani» taglia corto Canderan sperando di poter presto archiviare la questione, lui che con l’America lavora ormai in modo importante.
L’export per l’azienda pordenonese pesa ormai circa il 40%, ma è un dato a geometrie variabili, legato com’è alle commesse, che spostano continuamente le bandierine sul mappamondo.
Quelle piantate dall’inizio dell’anno riportano Canova a lavorare oltre l’Atlantico. Negli Stati Uniti. E in Messico. «Ancora una volta chiamati dal big degli pneumatici. «Lì realizziamo soprattutto grandi scaffalature portapallet. Partiamo dai tre metri d’altezza per arrivare ai 100 e stoccare materiali di tutti i tipi. A Maniago possiamo contare su tutta la linea di produzione che arriva fino alla verniciatura» continua il titolare che negli ultimi anni, oltre ad automatizzare i magazzini degli altri, ha portato automazione e digitalizzazione anche all’interno della sua impresa, con importanti investimenti in industria 4.0, per facilitare e rendere più sicuro il lavoro dei suoi dipendenti.
«Abbiamo adottato robot per la saldatura, abbiamo cabine di verniciatura, dove possibile abbiamo inserito il robot collaborativo, almeno per i lavori più ripetitivi ed usuranti. Investiamo ogni anno – conclude Canderan – per mantenerci al passo della crescita tecnologica»
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