Solari celebra 300 anni di industria: fatturato di 50 milioni e utile di due
I display dell’azienda friulana sono presenti in 3.500 siti di tutto il mondo, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie, dalle autostrade ai palazzi delle istituzioni. Decisa anche una modifica al nome dell’impresa

Una firma davanti al notaio Margherita Gottardo per sancire il cambio di nome - in realtà un ritocco che rimanda alle origini e chiude il cerchio di una riunificazione formale - per dare il via alle celebrazioni dei 300 anni di storia imprenditoriale.
È stato il presidente e ad della Solari, Massimo Paniccia, a siglare i documenti, subito inviati per la registrazione alla Camera di commercio, sotto gli occhi del professor Flavio Pressacco, dei componenti del Cda e del collegio dei sindaci, del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dell’assessore alle attività produttive Sergio Bini, dei sindaci di Udine De Toni e di Prato Carnico Erica Gonano e di numerosi ospiti.
Da oggi dunque l’azienda nota in tutto il mondo per la fabbricazione di sistemi d’informazione al pubblico, storicamente legata al settore dell’orologeria industriale per l’invenzione dell’orologio a palette e dello schermo a palette, si chiamerà “Solari Spa, premiata fabbrica di orologi fondata nel 1725, Pesariis-Udine”, e il nome potrà essere abbreviato semplicemente in Solari Spa.
L’evento, tenutosi nella sala degli Arazzi nella sede udinese, realizzata nel 1948 e ristrutturata negli anni Settanta, è stato occasione, per Paniccia, di ricordare il suo ingresso nella società, nel 1994, e il salvataggio che fu portato a termine all’epoca grazie all’aiuto della Regione autonoma e di Friulia. «Nessuno credeva che ce l’avremmo fatta - ha dichiarato il presidente -, l’azienda era in amministrazione straordinaria e aveva poche possibilità di risollevarsi». Invece il manager, che è anche presidente dell’Api e della Fondazione CrT, è riuscito nell’impresa, tanto che già nel 1998, aveva acquistato pure l’altro pezzo di Solari, quello rimasto in Carnia dopo le divisioni familiari, riunificando il marchio.
Da allora l’ascesa industriale è stata importante, fino ai risultati odierni, con display e orologi Solari in 3.500 siti di tutto il mondo, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie, dalle grandi aziende alle istituzioni.
Il Consiglio di amministrazione ha appena approvato il bilancio 2024 (sarà portato all’attenzione dell’assemblea nel mese di maggio), che chiude con un fatturato di circa 50 milioni di euro e un utile di 2 milioni.
L’azienda oggi occupa 285 addetti, dei quali una trentina nella fabbrica in montagna, a Pesariis. «La Solari prima del salvataggio - ha ricordato il professore emerito dell’università di Udine Flavio Pressacco - aveva appena 113 dipendenti. Ottimisticamente si pensava che l’impegno di Paniccia potesse fare un percorso di una decina di anni. Invece siamo qua, a oltre 30 anni da allora, a festeggiare un traguardo di successo».
Il presidente Fedriga ha ringraziato Paniccia «perchè ha rilanciato a livello internazionale l’impresa, aumentando i posti di lavoro. Negli aeroporti di tutto il mondo c’è un pezzo della nostra terra».
L’assessore Bini ha sottolineato che «Solari è uno dei marchi del made in Friuli Venezia Giulia più riconosciuti a livello internazionale. Il rilancio della fabbrica portato avanti sotto l’attenta gestione di Massimo Paniccia culmina idealmente oggi, con la nuova denominazione societaria, che unisce le storie delle aziende di Udine e Pesariis. Solari non costituisce unicamente il simbolo tangibile di un territorio votato all’operatività e alla creatività, ma rappresenta uno dei primissimi esempi di gestione del lavoro e dell’impresa stessa».
Il numero uno della Camera di commercio Pordenone Udine Giovanni Da Pozzo ha quindi donato a Paniccia la moneta di Jacopo Linussio, massimo riconoscimento per un’attività imprenditoriale.
Solari attualmente ha appalti in molti Paesi del mondo. In particolare sta installando 3 mila display all’aeroporto di Istanbul, uno dei più grandi del mondo, e in quello di Nuova Delhi, in India. —
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