Vino, i bianchi del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia i più esposti ai dazi di Trump

Presentato a Verona il Winemonitor di Nomisma-Unicredit. Nel 2024 l’export dei vini italiani (+5,6%) meglio di Spagna (+2,5% e Francia (-2,4%). Il Prosecco a più 11,1%

Edoardo Bus

I vini del Nord Est più esposti ai dazi di Trump sono i bianchi del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, che hanno una quota di export pari a ben il 48% verso gli Usa. È uno dei dati più “caldi” della ricerca “Wine Monitor” di Nomisma, presentata oggi a Verona da Unicredit nel corso dell’evento “EnoSosteNobìlita”, organizzato per analizzare l’andamento e le prospettive evolutive del settore. Il vino italiano sul fronte dell’export ha performato meglio dei principali competitor, con una crescita a valore del 5,6% sull’anno precedente (Francia -2,4%, Spagna +2,5) e le Dop del Nord Est si sono distinte.

 

È il caso del Prosecco, che ha registrato una crescita dell’11,1%, dei Bianchi del Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia-Giulia (+6,5%), dei Bianchi del Veneto (+9,2%) e dei Rossi del Veneto (+5,7%). Il Veneto si conferma inoltre prima regione italiana per valori di export sfiorando i 3 miliardi di euro, con un peso del 37% sul totale dell’export di settore italiano, mentre il Trentino Alto-Adige si piazza al quarto posto, con 611 milioni di euro di export nel 2024, il 7% del totale nazionale. Il Friuli-Venezia Giulia, pur registrando volumi inferiori, sale sul podio delle migliori regioni italiane per crescita infrannuale, registrando un +9% rispetto al 2023. Interessante anche il focus dedicato agli Stati Uniti, al centro delle cronache proprio per la possibile introduzione di dazi all’import di alcoolici dall’Unione Europea.

 

Sulla conoscenza dei vini del Nord Est è emerso come oltre la metà degli interpellati Usa nell’ultimo anno abbia consumato Prosecco o Pinot Grigio delle Venezie. Nel caso dell’Amarone della Valpolicella la percentuale dei consumatori scende al 20%. L’evento è stato introdotto da Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit, che ha sottolineato l’interesse a sostenere i protagonisti del vino con la finanza, a fronte di acquisizioni e fusioni che il settore, molto frammentato, dovrebbe vedere nei prossimi anni. Tre di loro hanno partecipato al dibattito organizzato per l’occasione: Riccardo Pasqua (CEO Pasqua Vigneti e Cantine S.p.A.), Federico Girotto (CEO Masi Agricola S.p.A.), Massimo Romani (CEO di Argea S.p.A, che controlla la veneta Botter). —

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