Perquisite le sedi di Veneto Banca, indagati Consoli e Trinca

Militari della Guardia di finanza a Montebelluna e in altre città: indagine per "ostacolo alla vigilanza". Finanzieri anche a casa dei dirigenti
Vincenzo Consoli e Flavio Trinca
Vincenzo Consoli e Flavio Trinca

VENEZIA. Militari della Guardia di Finanza stanno perquisendo dalle prime ore del mattino, nella sede centrale di Montebelluna e in altre città, alcune sedi della Veneto Banca, società cooperativa per azioni.

Le perquisizioni nelle sedi di Veneto Banca sono state disposte in un'inchiesta della Procura di Roma per ostacolo alla vigilanza. Titolari del procedimento sono il procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto procuratore Francesca Loi.

Oltre che alcune sedi di Veneto Banca, le perquisizioni, in totale una ventina, sono svolte anche nelle abitazioni di 16 fra dirigenti e azionisti dell'Istituto, risultati destinatari, nel tempo, di ingenti finanziamenti, fra cui l'ex amministratore delegato e ora direttore generale Vincenzo Consoli e l'ex presidente Flavio Trinca, che sono indagati.

Perquisite le sedi di Veneto Banca

Nelle attività investigative dirette dalla Procura di Roma sono impegnati un centinaio di finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e del Nucleo di polizia Tributaria di Venezia.

Veneto Banca è una cooperativa popolare non quotata, ma con azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante, che rientra tra le banche che dovranno adeguarsi al decreto cosiddetto 'investment compact'.

Nell'aprile dello scorso anno si erano dimesso tutto il consiglio d'amministrazione, composto di 16 persone. Era rimasto in sella il solo Consoli, come direttore.

Veneto Banca aveva presentato i risultati preliminari del bilancio 2014 lo scorso 11 febbraio e da essi era emerso un risultato negativo per 650 milioni di euro a causa di rettifiche per 363 milioni e svalutazioni degli attivi per 390 milioni, cioè del 41%. Questo, era stato spiegato dai vertici dell'istituto di Montebelluna, soprattutto a causa dell'accoglimento integrale delle indicazioni della Bce in termini di Asset quality review (Aqr) e che avevano dato luogo ad accantonamenti prudenziali per 539,6 milioni su un totale dei 746,4 contabilizzati. In assenza di tali correzioni, era anche stato spiegato, l'utile - in rosso per il terzo esercizio consecutivo - sarebbe risultato invece positivo per 103 milioni.

Relativamente agli altri indicatori la raccolta nel 2014 è passata a 24,6 miliardi (+2,5%) e l'attivo scende a 36,5 miliardi, in calo di 2,2 punti sull'esercizio precedente mentre, per la patrimonializzazione, il Common equity ratio sale al 9,6%, tasso superiore ai requisiti minimi attualmente previsti dalla normativa di vigilanza. L'esame del Consiglio di amministrazione sul prospetto di bilancio è previsto per il prossimo 10 marzo.

L'inchiesta non ha nulla a che fare con il recente decreto del governo che trasforma le popolari in società per azioni ma si riferisce a fatti pregressi.

Il nuovo presidente del consiglio d'amministrazione è il professor Francesco Favotto. In ua nota, diffusa in mattinata, afferma che «Veneto Banca ripone piena fiducia nell'operato della Magistratura e della Guardia di Finanza. Veneto Banca garantisce la massima disponibilità a collaborare con le autorità, nelle modalità che riterranno più opportune».

«Siamo molto preoccupati per le eventuali ricadute a carico dei lavoratori, anche perché molti sono soci e hanno investito molti soldi anche come Tfr». Lo ha detto il segretario nazionale Fabi, Attilio Granelli, rispondendo ad una domanda sulla perquisizione fatta dalla Gdf a Veneto Banca.

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