Oltre il cerchio con Marina Apollonio, pittrice contagiata dal virus dell’arte
Alla Guggenheim di Venezia entra nell’ultimo periodo di apertura la più ampia retrospettiva sulla triestina esponente dell’Arte ottica e cinetica
È la sua più ampia retrospettiva finora realizzata. Ci stiamo riferendo a Marina Apollonio, nata a Trieste nel 1940, tra le maggiori esponenti dell’Arte ottica (Op) e cinetica internazionale, e arrivata ora a Venezia –con il suo coerente talento– alla Collezione Guggenheim fino al 3 marzo 2025.
Con “Marina Apollonio. Oltre il cerchio”, a cura di Marianna Gelussi, entrano a Palazzo Venier dei Leoni oltre un centinaio di opere, provenienti dalla collezione dell’artista stessa e da istituzioni museali nazionali e internazionali.
La mostra è il meritato tributo; ripercorrendo la carriera dell’artista dal 1963 a oggi, “Marina Apollonio. Oltre il cerchio” mette in evidenza il rigore della sua ricerca visiva, tra pittura, scultura e disegno, opere statiche, in movimento e ambientali, bianco e nero e ricerca cromatica, sperimentazioni tecniche e di materiali.
Questo omaggio negli spazi della Collezione Guggenheim a Venezia, città d’adozione, diventa ulteriormente prezioso poiché mette in luce il ruolo di Peggy stessa, collezionista attenta e lungimirante. Nel 1968, dopo aver visitato la personale di Apollonio alla Galleria Paolo Barozzi di Venezia, Guggenheim le commissiona “Rilievo n. 505”, tutt’oggi parte della collezione, a riprova del suo sostegno alle giovani avanguardie italiane.
Marina è figlia di Umbro Apollonio, critico d’arte, scrittore nonché direttore dell’Archivio storico della Biennale di Venezia dal 1949 al 1972, e all’età di otto anni, nel 1948, si trasferisce a Venezia, città dove cresce circondata da intellettuali e artisti.
“Contagiata dal virus dell’arte”, come le piace ricordare, inizia le proprie ricerche attorno alla percezione visiva nel 1962, in sintonia con la giovane avanguardia Programmata, attirata dal linguaggio oggettivo della geometria, in particolare dal cerchio. Apollonio intraprende il proprio percorso senza aderire ad alcun gruppo e contro il parere del padre.
Nel 1964 incontra l’artista udinese Getulio Alviani che la incoraggia a mostrare i suoi lavori. Poi la lunga amicizia con l’artista Dadamaino. Seguiranno anni di intensa attività, mostre personali e collettive in Italia e all’estero, insieme con la costellazione internazionale di artisti dell’Arte programmata e cinetica.
Nel 2007 Max Hollein, storico dell’arte e attuale direttore del Metropolitan Museum of Art di New York, inserisce Apollonio nella grande mostra da lui curata, “Op Art”, allestita negli spazi della Schirn Kunsthalle Frankfurt, mentre nel 2022, in occasione della 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, “Il latte dei sogni”, viene scelta dalla curatrice Cecilia Alemani per essere esposta nel Padiglione Centrale, ai Giardini, all’interno della sezione “Tecnologie dell’incanto”, accanto a Dadamaino, Lucia Di Luciano, Laura Grisi, Grazia Varisco e Nanda Vigo.
“Marina Apollonio. Oltre il cerchio” è accompagnata da un ricco catalogo illustrato, edito da Marsilio Arte, con testi della curatrice e storica dell’arte Marianna Gelussi, Arnauld Pierre, storico dell’arte, Max Hollein, direttore e AD del Metropolitan e un’intervista all’artista, a firma Cecilia Alemani, curatrice e storica dell’arte.
La scheda
Marina Apollonio. Oltre il cerchio
La Collezione Peggy Guggenheim presenta la più ampia retrospettiva mai realizzata in ambito museale in Italia dedicata a Marina Apollonio (n. 1940), tra le maggiori esponenti dell’Arte Optical e Cinetica internazionale, sostenuta e collezionata da Peggy Guggenheim.
Orari
Tutti i giorni 10 - 18 / Chiuso il martedì
La biglietteria chiude alle 17
Ultimo ingresso ore 17
Le operazioni di chiusura iniziano alle 17.50
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