Sanremo lo vince sempre Marta Donà, chi è la manager di Olly (e non solo)
Angelina Mango, Mengoni, e aveva i Måneskin quando vinsero Festival ed Eurovision. Ora il ventitreenne ligure che con la sua Balorda nostalgia si è portato via il festival

Quelli più ingenui da giorni si concentravano sulle quote degli scommettitori, che davano per favoriti Giorgia e Olly, un giorno una, un giorno l’altro.
Quelli più esperti, nel frattempo ti strizzavano l’occhio invitando a guardare dietro le quinte dell’Ariston, perché è lì che si gioca e si vince il festival. Non è un caso che Striscia la Notizia in questi giorni si stia occupando di un video del 5 febbraio, trasmesso il 7 da Telebari, in cui si fa un pronostico molto netto: vincerà Olly per merito del suo management.
Era già parso chiaro un anno fa, quando Angelina Mango - spuntata quasi dal nulla, con un repertorio musicale di un’ora scarsa - aveva sbaragliato la concorrenza. Merito di chi? Nessun dubbio, della sua manager. La stessa che, contando anche il fresco successo di Olly, si è portata a casa già cinque edizioni del festival, quattro negli ultimi cinque anni.
Quarantadue anni, veneziana, lei è Marta Donà, nipote di Adriano Celentano e Claudia Mori («Ma questa parentela mi è servita solo per procurarmi uno stage dopo la laurea», ha detto lei). Triennale in Scienze della comunicazione conseguita a Verona, nel 2006 inizia a lavorare come addetta stampa del Teatro Nuovo, sempre a Verona.
Poi passa a MN, uno dei posti più importanti per la comunicazione musicale. E da lì, nel 2009, il salto alla Sony come press agent.
È brava, precisa, si fa apprezzare. E diventa molto amica di Marco Mengoni. Che infatti, nel 2011, quando decide di cambiare tutto, le chiede di diventare sua manager. «Eravamo in piazza Mazzini a Roma, gli dissi che l’avrei aiutato a trovare la persona giusta», ha raccontato Marta Donà. «E lui mi disse che la persona giusta ero io».
Convinta da quella dichiarazione d’amore (professionale), Donà fonda La Tarma Management, società composta di sole donne e dalla quale poi prenderanno vita anche La Tarma Ent e La Tarma Records, etichetta discografica.
Nel 2013 Mengoni vince il festival con “L’essenziale” e vola all’Eurovision. Per Marta Donà è solo l’inizio. Nella sua scuderia entreranno, nel tempo, Francesca Michielin, Alessandro Cattelan, lo scrittore Antonio Dikele Distefano, il rapper Holden. Ma soprattutto i Måneskin (con i quali poi ci sarà una separazione dolorosa), Angelina Mango e, appunto, Olly.
Quattro degli ultimi 5 vincitori del festival a Sanremo li ha portati lei. «Ci lavoro da poco, però mi sento capito, mi fido molto ed è una bella sensazione», ha detto di lei Olly. Ed è, più o meno, quello che anche altri prima di lui hanno detto di Marta Donà. Appassionata, professionale, competente. E vincente, senza alcun dubbio. Sanremo non mente.
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