Da Alan Ford a Tex: a Pordenone è in mostra il mondo di Magnus

Da sabato 5 aprile al 12 ottobre al Palazzo del fumetto la grande esposizione dedicata a uno dei maestri del fumetto.  Quasi 600 le tavole originali di Roberto Raviola 

Cristina Savi
La sala del “Texone”
La sala del “Texone”

Celebra la grandezza di uno dei più influenti maestri del fumetto italiano la mostra che si inaugura sabato 5 aprile, a Pordenone, alle 18.30, nel Palazzo del fumetto, un artista che ha saputo ridefinire il linguaggio della Nona Arte con il suo stile unico e inconfondibile: Magnus. È un viaggio nel cuore pulsante della sua opera “Il segno di Magnus. Da Alan Ford a Tex”, non solo un’esposizione – presentata giovedì 3 aprile in anteprima alla stampa – ma un’esperienza immersiva che porterà il visitatore nel laboratorio creativo di un genio instancabile.

Un corpus ampio e articolato della sterminata produzione di Magnus, che va dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’90, dai primi ingenui lavori giovanili alla sua opera monstre bonelliana: il Texone. Una delle esposizioni più complete realizzate al mondo sull’autore.

L’unicità

«Una mostra imperdibile per chi ama Magnus, ma anche per chi vuole scoprire la storia del fumetto italiano e il ruolo di un grande maestro europeo nel contesto artistico di quegli anni», afferma Giovanni Nahmias, uno dei tre curatori. Con quasi 600 tavole originali, l’allestimento mette in risalto l’evoluzione artistica dell’autore.

Alan Ford e il Gruppo Tnt
Alan Ford e il Gruppo Tnt

«Abbiamo adottato un approccio discreto, ascoltando Magnus e trovando nuovi punti di vista affinché ci si possa orientare nella sua ricerca stilistica» aggiunge. Ogni sezione è stata pensata per far emergere l’anima poliedrica dell’autore. Le tavole esposte sono frammenti di un percorso artistico che ha rivoluzionato il fumetto italiano. Attraverso bozzetti, schizzi preparatori e opere mai viste prima, il visitatore può scoprire il dietro le quinte della genesi dei capolavori di Magnus.

Il viandante

Roberto Raviola, in arte Magnus (1939-1996), si definiva “viandante”, un artista in perenne ricerca. Luca Baldazzi sottolinea come Magnus abbia sempre spiazzato i lettori: «Non era mai dove ci si aspettava che fosse». Dall’esordio con i “fumetti neri” Kriminal e Satanik, alla creazione di Alan Ford e del Gruppo Tnt, fino al passaggio a un realismo più maturo con “Lo sconosciuto”, la sua carriera è stata una continua trasformazione. Magnus non si è mai accontentato di ripetersi, cercando nuove sfide artistiche.

Il suo tratto è passato dall’essenzialità del bianco e nero delle prime opere a uno stile sempre più ricco di dettagli e sfumature. Un’evoluzione visibile nelle tavole in mostra, che testimoniano il suo percorso alla ricerca della perfezione grafica e narrativa. Un artista sempre diverso ma con una coerenza e una personalità fortissima, «capace di essere popolare e allo stesso tempo profondissimo», come evidenzia Luca Raffaelli, direttore artistico del Palazzo del fumetto.

Il percorso

L’esposizione è suddivisa in quindici sezioni, ciascuna dedicata a un periodo della sua vita artistica. Dai primi lavori con Max Bunker ai successi di Alan Ford e il gruppo Tnt – la cui popolarità fu ampliata dall’enorme successo di un programma televisivo di culto degli anni’70, “Gulp! Supergulp! Fumetti in tv”, che fece entrare nelle case degli italiani le grottesche vicende del gruppo di spie più scalcinato del mondo dei fumetti – il visitatore segue la crescita di un disegnatore che, nel tempo, affina il tratto.

Un’area è riservata a Lo Sconosciuto (personaggio cui approdò dopo aver rotto il sodalizio con Bunker, “perché voleva fare le sue storie”) il mercenario malinconico che lotta per una redenzione mai raggiunta. Non mancano  opere ispirate alla cultura orientale  come I Briganti, dove la tradizione cinese incontra la fantascienza e il Lunario, testamento artistico e spirituale, calendario che mescola leggende appenniniche e folklore cinese, pervaso da una malinconica riflessione sul tempo e sulla morte. La mostra offre un approfondimento sui metodi di lavoro dell’artista, utile a comprendere la dedizione con cui Magnus affrontava ogni progetto.

Il Texone

L’ultima sala è dedicata a “La valle del terrore”, l’opera-testamento di Magnus. «Qui vedrete qualcosa di unico» dice Michele Masini. Per la prima volta al mondo, vengono esposte in versione integrale le 224 tavole originali di quello che non è solo un fumetto, ma il compendio di una vita di ricerca artistica.

«Magnus passò da 30 tavole al giorno a 30 all’anno: in Tex mise tutto ciò che aveva imparato in trent’anni di carriera”, conclude. Ogni tavola del Texone è un’opera d’arte in sé, con dettagli che dimostrano la volontà di Magnus di superare ogni limite. Il Texone: l’opera con cui Magnus è passato dalla storia alla leggenda.

Oltre il fumetto

Un’ulteriore sezione è riservata agli omaggi che Magnus ha fatto a sé stesso, apparendo in cameo nelle proprie opere: ci si potrà divertire a cercarlo il profilo con il suo nasone fra le tavole.

Non manca una sala vietata ai minori, dedicata ai fumetti erotici, necessaria a comprendere la sua arte a tutto tondo e la sua libertà d’artista, mentre l’esposizione si completa con una sezione multimediale dove i visitatori possono ascoltare interviste inedite, vedere documentari e interagire con installazioni digitali che ripercorrono la sua carriera.

Il calibro

Fra gli interventi anche quello del sindaco reggente di Pordenone Alberto Parigi, per il quale «il Palazzo del fumetto gioca un ruolo centrale nel dossier Capitale cultura» e la mostra di Magnus »rappresenta un percorso di avvicinamento importante al 2027». Per il presidente del Palazzo del fumetto Marco Dabbà «realizzare questa iniziativa è un grande onore ma anche una grande responsabilità per il posto che Roberto Raviola occupa nella storia del fumetto italiano».

Il catalogo

La mostra – aperta fino al 12 ottobre – è corredata da un catalogo di 128 pagine, ricco di approfondimenti, firme prestigiose, illustrazioni. In copertina Magnus fa luce sulla sua arte: è l’immagine guida di un’esposizione dedicata a un artista visionario che ha fatto della ricerca stilistica e della libertà creativa il suo tratto distintivo. 

La scheda

Luogo: Villa di Parco Galvani, Pordenone

Date: dal 5 aprile 2025 al 12 ottobre 2025

Orari: giovedì e venerdì, dalle 15 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 20.00

 

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