L’impronta sul Carso del poeta Ungaretti

Dalla riva dell’Isonzo sul Carso con Giuseppe Ungaretti, in provincia di Gorizia. Un cammino ad anelli, anche con l’aiuto del QRcode. Imperdibile la visita al Parco di Castelnuovo, aperto nel 2010 attorno alla maestosa villa settecentesca della Torre Hohenlohe

Margherita ReguittiMargherita Reguitti
L a narrazione della Grande Guerra avviene anche nel nome della bellezza: giardini verdi e cannoniere scavate nella roccia
L a narrazione della Grande Guerra avviene anche nel nome della bellezza: giardini verdi e cannoniere scavate nella roccia

“Stamani mi sono disteso/ in un’urna d’acqua/ e come una reliquia/ ho riposato/ L’Isonzo scorrendo/ mi levigava/ come un sasso”.

I versi del poeta-soldato Giuseppe Ungaretti, voce della letteratura mondiale del XX secolo, giungono forti e cristallini per essere la guida e la scintilla straordinarie in un percorso nella storia e nella grandezza lirica sul Carso della Grande Guerra. Un itinerario ciclopedonale dalla riva dell’Isonzo sale al monte San Michele, area monumentale, museo a cielo aperto, luogo simbolo del Conflitto.

Il cammino

Siamo nel territorio della provincia di Gorizia e il viaggio prende l’avvio in prossimità della passerella che attraversa l’ampio letto del fiume congiungendo Gradisca d’Isonzo a Sagrado. Un cammino ad anello sui passi del poeta, un diario scritto su carta di fortuna, pacchetti di sigarette, brandelli di pagine nell’inferno della trincea fra il 1915 e 1916, alla luce debole di un fiammifero.

Liriche confluite nella sua prima raccolta “Il Porto Sepolto” pubblicata a Udine nel 1916. Attraversato Poggio Terza Armata inizia il cammino guidato dalle poesie (lettura con qr code), immersi in un parco letterario, attorno boschi e trincee, gallerie e camminamenti attraverso una vegetazione che vira dal grigio della pietra al verde di fogliame e cespugli che in autunno si accendono di gialli e rossi.

La sommità, in sloveno Debela griža, friulano Mont di S. Michêl, è citata nella lirica “Sono una creatura” vergata a “Valloncello di Cima Quattro”. Alla sommità il Museo della Grande Guerra, aperto nel 1935, dove la tecnologia è al servizio della narrazione storica attraverso la multimedialità accanto a reperti altamente simbolici.

Poco lontana la cannoniera, scavata nella roccia, che ospitava pezzi di artiglieria con otto piazzole esterne. Opera difensiva realizzata dopo le sei battaglie dell’Isonzo e la conseguente occupazione italiana. Due le terrazze panoramiche a sbalzo, una affacciata sull’Isonzo e Gorizia, la seconda verso l’Adriatico.

Dalle Alpi al mare

La vista spazia su panorami emozionanti e ampi, dalle Alpi e Prealpi Giulie al mare. Oggi luogo di pace, ieri inferno dove morirono in migliaia, dilaniati dalle bombe, finiti dalle baionette o soffocati dall’iprite, gas asfissiante.

Da qui percorrendo un sentiero forestale in salita si giunge a San Martino, in alternativa pochi minuti in auto attraverso una strada asfaltata. La piccola frazione del comune di Sagrado offre la reminiscenza scolastica della lirica omonima incisa su di un cippo: Di queste case/non è rimasto/che qualche/brandello di muro. Attorno tante altre testimonianze e suggestioni.

 

Parco Ungaretti

Imperdibile la visita al Parco Ungaretti in località Castelnuovo, aperto nel 2010 attorno alla maestosa villa settecentesca della Torre Hohenlohe, dimora dei conti della Torre Hofer Valsassina, nobili di origine lombarda dal XIII secolo depositari di potere politico ed economico nel Goriziano.

 

 

 

L’edificio, dominante le pendici carsiche digradanti verso l’Isonzo, fu di importanza strategica. Per un periodo vi fu acquartierato il comando militare italiano, lo testimoniano i graffiti di soldati riemersi sulle pareti durante i restauri. Oggi svetta circondato da vigneti pregiati, ulivi, querce e cipressi secolari. Nelle diverse aree del parco appaiono strutture contemporanee in ferro, legno e vetro con incise le poesie composte sui campi di battaglia. Una gloriette ingentilisce il parco. Una statua raffigura il giovane Ungaretti in divisa, mentre un suo ritratto maturo è inciso su lastra dall’artista goriziano Franco Dugo.

A una quindicina di chilometri in piano Versa di Romans, dove il poeta e la sua brigata Brescia trascorsero periodi di riposo dal fronte: La vita si svuota/ in diafana ascesa/ di nuvole colme/

Le informazioni per visite e percorsi

In rete: Parco Ungaretti, www.amicidicastelnuovo.it, ingresso libero. Museo del San Michele; www.museodelmontesanmichele.it.

Previste visite guidate specialistiche ai siti con Elisa De Zan elisadezan79@gmail.com ma anche attraverso gli itinerari proposti dal sito della Regione: www.turismofvg.it/museo-all-aperto-del-monte-san-michele-e-san-martino-del-carso.

La Proloco Fogliano Redipuglia propone Sentieri di Pace: info@prolocofoglianoredipuglia.it.

Poesia, narrativa, guide e mappe

Consigli di lettura: Giuseppe Ungaretti raccolte “Porto sepolto” e “L’allegria”. Per uno sguardo femminile al conflitto: A. Schalek, “Isonzofront”, LEG. M. Mantini, “La Zona Monumentale del Monte San Michele”, Gaspari Editore e C, Salsa, “Trincee. Confidenze di un fante” Mursia. Di Elisa e Sergio Vittori “La grande guerra sul Carso di Castelnuovo”, Associazione amici di Castelnuovo. Per percorsi sicuri sul Carso: le carte topografiche Tabacco.

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