Il Castello di San Giusto a Trieste, tre bastioni e un orizzonte
Storia e panorami tra le antiche mura. La Cattedrale con l’alabarda, il lapidario e i camminamenti. E ancora il Museo Winckelmann, la Basilica forense, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra e il parco della Rimembranza


“Per le spiagge, per le rive di Trieste/suona e chiama di San Giusto la campana” l’ora suona non lontana “Oh Italia del mio cuore tu vieni a liberar!”.
Nei primi anni ‘50 del secolo scorso spopolava la canzone “La campana di San Giusto” meglio nota come “Le ragazze di Trieste”. Non è la sola a eleggere il Castello a simbolo dell’italianità della città giuliana, confermata nel novembre del 1954.
Varie strade portano a San Giusto. A piedi due gli itinerari che meritano l’affrontabile fatica: lungo via della Cattedrale, alla quale si accede dalla scalinata delle Medaglie d’Oro, sulla sinistra la chiesa di Santa Maria maggiore e sulla destra quella di San Silvestro, passando sotto il maestoso arco romano di Riccardo per giungere di fronte alla Cattedrale.
Oppure “aggredendo” la più ripida ma diretta via del Castello. Una terza via è l’uso dell’ascensore del Park San Giusto, ingresso da via del Teatro Romano, o infine via strada in auto o a bordo del bus 24 dalla stazione ferroviaria.
Arrivati in cima la bellezza del panorama verso la città e la linea di orizzonte del mare, unita alla ricchezza di vestigia storiche stratificate nei secoli, saranno l’appagamento che prelude al godimento di altre meraviglie visitando il Castello le cui mura da giugno sono rivestire dei colori bianco-rosato dei fiori di capperi- ( https://castellodisangiustotrieste.it, https://www.turismofvg.it/castelli/castello-di-san-giusto).
La storia
Qui sorse il primo nucleo abitato che in epoca romana divenne Tergeste. Nel 1382 la città firmò l’atto di Spontanea Dedizione all’Austria e sul colle venne costruito un edificio fortificato, la Casa del Capitano, oggi museo, attorno alla quale nel corso dei secoli vennero aggiunti i lati dell’odierno perimetro triangolare.
Attraversato il ponte levatoio si entra nel Cortile delle Milizie, bordato dai camminamenti di ronda che collegano i tre Bastioni, terrazze mozzafiato. Sono denominati il Rotondo o Veneto, attiguo alla casa del Capitano e che conduce al Fiorito di forma triangolare ove è stato allestito uno spazio espositivo di rara bellezza. Fino a giugno ospita la mostra di fotografia “Verso le vette. L’alpinismo e Trieste”, un secolo di scalate da parte dei protagonisti dell’ascensionismo cittadino. Da qui il passo porta a bastione Lalio o Hoyos, dal quale pare possibile accarezzare la Cattedrale e il campanile, tanto paiono a portata di mano.
Nei sotterranei si trova il Lapidario Tergestino, una mappa della città romana attraverso 130 monumenti lapidei, materiali provenienti dalla Basilica civile, steli, cippi, urne e sarcofagi. Nei diversi camminamenti trova spazio l’armeria dei Civici Musei di Storia ed Arte, formatasi attorno ad un nucleo di antiche armi da guerra, databili tra il XII e il XIX, molte le alabarde.
Quella di San Giusto è custodita nella Cattedrale ed è simbolo della città, assieme al Melone, posto di fronte alla biglietteria.

Durante il percorso a sorpresa si incontrano anche Michez e Jachez, gli originali automi batti-ore ottocenteschi, le copie sono in servizio sull’orologio del Municipio di piazza dell’Unità d’Italia. Nella sala dedicata a Giuseppe Caprin, una delle personalità più rilevanti della cultura cittadina della seconda metà dell’Ottocento, gli arredi ricostruiscono un’epoca. Castello di San Giusto contenitore che racconta secoli della città multietnica a nord dell’Adriatico.
I percorsi del colle
Ma il colle offre vari percorsi. Oltre alla Cattedrale, preziosa stratificazione di bellezza fra cappelle e absidi, il Civico Museo d’Antichità “Winckelmann”, un viaggio dalle sculture romane a una mummia egizia, la Basilica forense, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra e il parco della Rimembranza. In alto, fra mare e cielo, si cammina a tu per tu con la storia. —
Gli accessi per le persone con disabilità
L’ingresso al Castello è accessibile alle persone con disabilità motoria, ma presenta una salita in forte pendenza e alcune parti del maniero hanno dislivelli e fondi irregolari.
Possibile l’utilizzo dell’ascensore da viale della Rimembranza telefonando allo 040 30 93 62.
Previa richiesta di almeno 4 giorni via mail castellosangiusto@comune.trieste.it) è possibile arrivare all’ingresso in auto, lo stazionamento non è permesso.
Il libro: un’infanzia triestina nel 1954
Del Castello di San Giusto parla il nuovo romanzo del giornalista e scrittore Pierluigi Sabatti “Infanzia triestina” (per Bottega errante edizioni) che sarà presentato venerdì 11 aprile alle ore 11 al Circolo della Stampa.
È l’ottobre del 1954 e, come noto, Trieste torna all’Italia; il racconto di un bambino di quei tempi così travagliati e dell’umanità del quartiere popolare di San Giacomo, tra ricordi e voci in un intreccio di Storia e vita.
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