Il giardino rinato di Bassano del Grappa

Ecco la creatura verde di Alberto Parolini. Dalla fine dell’800 fortune alterne e una ritrovata vitalità

Alberi secolari (tra i quali un esclusivo Pino Parolini), le piante rare  e anche l’inedita

Rosa Monte Grappa

Marina GrassoMarina Grasso
Lo spettacolo del giardino botanico di Bassano del Grappa
Lo spettacolo del giardino botanico di Bassano del Grappa

A pochi passi dalle mura viscontee di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, sembrava di “trovarsi ora nelle calde regioni dell’India o del Messico, ora sulle falde delle Ande, ora nelle gelate contrade del Nord”.

Lo afferma una guida alla città del 1885, indugiando sulle meraviglie del Giardino Botanico creato da Alberto Parolini: una collezione di piante all’epoca conosciuta in tutta Europa che impegnò il facoltoso botanico bassanese per circa sessant’anni.

 

Un luogo per il piacere e la scienza

Grazie ai suoi numerosi viaggi e al continuo scambio di semi con altri collezionisti e istituzioni internazionali, Parolini raccolse circa novemila specie di piante coltivate, disposte secondo un impianto paesaggistico, per fare “non un parco di puro lusso e adornamento, ma un luogo che servisse nello stesso tempo al piacere e alla scienza”, come affermò il geografo e giornalista vicentino Ottone Brentari a fine Ottocento.

Dopo la scomparsa del suo fondatore nel 1867, per alcuni decenni il giardino fu continuamente migliorato dai suoi eredi ed anche vincolato come Monumento Nazionale per la sua preziosità.

Ma già all’inizio del Novecento cominciò a perdere parte della sua varietà di piante e, quando nel 1927 Alberto Agostinelli Parolini lo lasciò in eredità al Comune, divenne un giardino pubblico che accoglieva giostre e feste, impoverendosi sempre più.

A fare il resto furono la guerra e poi anche la ricostruzione, poiché negli anni Cinquanta venne anche mutilato di una parte per ricavare un’arteria stradale, fino a essere invaso dalla vegetazione inselvatichita e lasciata crescere a dismisura, diventando uno spazio verde percepito come insicuro e poco frequentato.

Gli amici del giardino

Fino agli anni Novanta, quando nacque l’Associazione Amici del Giardino Parolini, che iniziò a proporre iniziative a favore del recupero del luogo e avviò i primi timidi interventi di riordino.

La svolta avvenne nel 2011, con il generoso impegno di un altro botanico bassanese, Giuseppe Busnardo, che, dopo aver studiato i tanti carteggi di Parolini custoditi al Museo Civico e lo stato del suo giardino ormai irriconoscibile, coinvolse il Rotary Club Bassano Castelli a prendersene cura con la prima edizione di “Di Rara Pianta”, mostra-mercato dedicata a fiori e piante insolite e antiche proposte da vivaisti d’eccellenza di tutta Italia.

Si riaccese così l’interesse collettivo per quel grande giardino a ridosso del centro storico, la cui rilevanza era stata dimenticata dai più, e pochi anni dopo il Comune iniziò importanti lavori di riordino della vegetazione e dei suoi vialetti sinuosi, nonché il restauro delle storiche serre

. Il giardino venne nuovamente arricchito di piante, erbe e alberi scelti in base agli intenti scientifici originali di Parolini, grazie ad interventi pubblici ma anche ad importanti donazioni. E iniziò a rinascere. Restituito simbolicamente alla città nel 2016, accoglie attività didattiche e di giardinaggio, un orto per ortoterapia e progetti che incrociano associazioni locali e istituzioni di rilevanza internazionale.

La ritrovata vitalità

Una ritrovata vitalità che valorizza i suoi alberi secolari (tra i quali l’esclusivo Pino Parolini), le piante rare e anche l’inedita Rosa Monte Grappa, realizzata in un vivaio pistoiese attraverso uno dei tanti progetti dedicati dal Rotary alla rinascita di questo paradiso della biodiversità ante litteram.

Anche “Di Rara Pianta”, proposta annualmente, cresce: le aziende vivaistiche e i collezionisti espositori aumentano ogni anno, selezionati secondo rigorosi criteri qualitativi, così come crescono gli eventi collaterali e i visitatori, che nelle ultime edizioni sono stati circa 30 mila. 

“Di Rara Pianta”, due giorni speciali

La tredicesima edizione di “Di Rara Pianta” è imminente: si svolgerà infatti sabato 5 e domenica 6 aprile. Accanto ai vivaisti più importanti d’Italia, nelle due giornate esporranno produttori di oli essenziali, spezie, tisane, ceramiche floreali, cosmetici naturali e gioielli ispirati alla natura. Tra gli eventi più attesi lo scambio di semi e piante della domenica mattina, che richiama appassionati da tutta Italia. www.dirarapianta.info

Nelle due giornate di “Di Rara Pianta” sarà possibile conoscere il Giardino Parolini con la guida di Giuseppe Busnardo, ma anche partecipare a laboratori su molte tematiche interessanti: ikebana, terrari, letture per bambini, esposizioni d’arte dedicate ai fiori. E l’Orto Botanico di Padova, che assieme all’Accademia dei Georgofili patrocina la manifestazione, donerà come ogni anno una delle sue preziose collezioni.

 

 

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