Noale, la magia delle rovine

Storico crocevia tra Venezia, Padova e Treviso , è un’isola di verde, arte e pace attorno alla Rocca dei Tempesta. Tra le due porte si apre piazza Castello, con i suoi edifici colorati  che svelano ancora antiche facciate

Marina GrassoMarina Grasso
Piazza Castello a Noale
Piazza Castello a Noale

Quasi un’isola, ma in mezzo alla pianura. Un crocevia geografico tra Treviso, Padova e Mestre, per secoli al centro di belligeranti dispute, ma anche di fiorenti scambi commerciali.

Come spesso avviene, la geografia ha condizionato la storia di Noale, cinta dall’ansa naturale del fiume Marzenego, il cui impianto urbano conserva leggibile la sua storia come un libro aperto, tra l’imponente rocca, il possente mastio e le torri perimetrali, cui fanno eco nobili palazzi affrescati, chiese impreziosite da un ricco patrimonio artistico e un romantico viale alberato che corre lungo quelli che furono gli spalti difensivi, oggi tranquilla passeggiata tra le acque intorno al castello.

La Rocca dei Tempesta

A dominare il paesaggio è l’imponenza dei ruderi della duecentesca Rocca dei Tempesta (signori della città fino al 1364, quando fu ceduta alla Serenissima), che dopo i restauri d’inizio millennio rappresenta oggi la rinnovata immagine del cuore antico del borgo, visitabile in occasione di visite guidate o manifestazioni.

Noale: la Rocca dei Tempesta, presidio duecentesco (g.c. Pro Loco Noale)
Noale: la Rocca dei Tempesta, presidio duecentesco (g.c. Pro Loco Noale)

Quelle che invece sono sempre rimaste nel sistema urbano sono le due grandi porte fortificate munite di torri, a cominciare dall’ingresso principale al castello, nel medioevo definito Trevigiana per la vicinanza della strada verso Treviso, che a fine Quattrocento fu dotata di un grande orologio meccanico e che da quel momento divenne la “torre delle Ore”, oggi sede di una mostra sulla civiltà contadina visitabile in alcuni giorni dell’anno.

L’ingresso secondario era invece costituito dalla Torre Padovana, rivolta verso una contrada rurale chiamata “Cerva” , dalla quale la torre e la porta presero il nome. Rivisitata nel 1876, si presenta oggi con i suoi 43 metri di altezza, una cella campanaria e merlature ghibelline, e ospita al suo interno eventi ed esposizioni.

Piazza Castello

Tra le due porte si apre l’odierna piazza Castello, con i suoi edifici colorati che qua e là svelano ancora antiche facciate variamente decorate, che ricompaiono in occasione di restauri. E riaffiorano così stralci di quello che Noale è stata: una cittadina in cui, superato il passato bellicoso, tra il Quattrocento e il Seicento si diffusero case e palazzi dalle facciate dipinte che, anche se solo in parte giunti fino a noi, sorprendono ancora per l’armonia architettonica e cromatica.

Ma il vero scrigno d’arte, proprio in piazza Castello, è la chiesa arcipretale, dedicata ai patroni Felice e Fortunato. Sorta già probabilmente nel Trecento, dopo successivi rinnovamenti, oggi presenta una facciata disegnata da Giovanni Battista Meduna a fine Ottocento: è al suo interno che si racconta l’importanza di Noale nella storia, con l’altare attribuito al Sansovino, la pala dell’Assunta opera di Alvise Vivarini, un dipinto dei santi Giovanni, Pietro e Paolo, tradizionalmente attribuito a Vittore Carpaccio e una pala di Palma il Giovane, solo per citare le opere più famose.

Il Palazzo della Loggia

Uscendo da piazza Castello tramite la porta dell’Orologio, s’incontra l’arioso gotico dell’ottocentesco Palazzo della Loggia, che ha sostituito la piccola loggia medievale abbattuta dagli austriaci per far posto all’edificio odierno, che da un lato affaccia sull’importante arteria viaria della statale noalese.

E, proprio di fronte, un piccolo gioiello che ricorda ancora una volta la fine di un passato belligerante: la Colonna della Pace (1549), unica opera di scultura conosciuta di Paolo Pino Veneziano, che ricorda la fine dei moti antiveneziani che percorsero l’entroterra dopo le devastazioni degli eserciti di Cambrai. E che, dopo alcuni spostamenti e rimaneggiamenti, è ora il pennone portabandiera della Città, isola di quiete vivace custode della sua storia. 

 

13 aprile: show floreale con 180 espositori

Noale celebra la primavera, nei dintorni della Pasqua. Domenica 13 aprile (domenica delle Palme) arriva “Noale in Fiore” che la Pro Loco di Noale organizza da ben 44 anni. Oltre centottanta gli espositori previsti per spaziare dai fiori alle piante, dai prodotti naturali all’artigianato locale. Inoltre, giochi per bambini, musica dal vivo e la possibilità di esplorare la rocca in canoa o in sella ad un cavallo. www.proloconoale.it.

L’Oasi Cave, 40 ettari di biodiversità

Riapre al pubblico martedì 1° aprile l’Oasi Cave di Noale: quaranta ettari gestiti dal WWF poco fuori dal centro storico, creati in una cava di argilla abbandonata nei primi anni Settanta. È un importante serbatoio di biodiversità; si può visitare liberamente o attraverso delle visite guidate e programmate. Oppure si può conoscere attraverso le iniziative didattiche per bambini. Per informazioni: www.oasicavedinoale.it.

 

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